
“La mia gemma è questa: è un peluche, non so precisamente che animale sia ma penso che si avvicini a un capibara o una roba simile… però so che è davvero morbido!
Premessa: spero di non piangere perché è un argomento molto importante.
Comincia tutto due anni fa, era novembre se non ricordo male, di un sabato, il quattro di novembre sì, esattamente, e io avevo una partita di pallavolo come ogni sabato… quell’anno giocavo in una squadra abbastanza scarsa… non avevamo mai vinto una partita fino a quel giorno!
Quel giorno vincemmo 3-0, ero felicissima anche perché avevo giocato benissimo e mi sentivo veramente felice.
Così tornai a casa per raccontarlo a tutti ma non c’era nessuno, solo mia zia e mia nonna con mio nonno… così chiesi alla zia dove fosse la mamma e lei mi rispose che era andata in ospedale perché il papà non si era sentito molto bene ma doveva essere una cosa da niente…
Passò domenica e niente, non avevo notizie di mio padre, sapevo solo che era ancora in ospedale e che quando la mamma era stata a trovarlo lui dormiva.
Arrivò lunedì io andai a scuola anche perché avevo interrogazione di storia dove presi 8 e mezzo!
Una volta arrivata a casa chiesi a mia mamma come stava il papà e lei mi disse ancora che stava dormendo ma secondo me non me la raccontava giusta… anche perché il giorno prima, mentre stavo guardando Grey’s anatomy, io non so quale destino mi fece arrivare a una puntata dove il padre di questa bambina disse che la mamma stava dormendo e invece era in coma…
Così io chiesi alla mamma se mi poteva dire la verità e a quel punto chiamò mio fratello, ci sedemmo ad un tavolo e ci raccontò che il papà aveva avuto un’emorragia cerebrale e che era in coma…
A febbraio, il giorno del mio compleanno, mio cugino e mia zia mi portarono a comprare delle nuove scarpe per il compleanno; una volta comprate andammo in un bar a bere la cioccolata calda, una delle mie bevande preferite in inverno!
Mentre ci avviamo per andare a prendere la macchina mio cugino mi chiuse gli occhi con le sue mani e mi portò da Tiger per farmi scegliere il suo regalo per me: un peluche! Così io scelsi questa specie di capibara.
Da quel giorno questo peluche è uno dei peluche più importanti che ho!
PS: mio papà oggi sta bene”.
(M. classe prima).
