“Quest’anno come gemma ho deciso di portare l’esperienza che ho vissuto a settembre 2024. Ho avuto la possibilità di trascorrere 3 mesi in Irlanda come exchange student: sono stata ospitata da una famiglia e sono andata regolarmente a scuola. Mi sono resa conto di essere stata molto fortunata, perché sarei potuta capitare in una famiglia o in una scuola in cui non mi trovavo bene, invece in entrambe mi sono trovata molto bene. In particolare la mia host family è stata veramente come una seconda famiglia, e mi sono sentita a casa fin dal primo momento che li ho conosciuti. Anche a scuola ho conosciuto persone meravigliose, belle sia dentro che fuori, sempre disponibili e pazienti. Alcune di queste sono diventate amicizie così profonde, che abbiamo già programmato di incontrarci quest’estate. È stata l’esperienza più bella che io abbia mai vissuto, non solo grazie a tutte le persone che l’hanno resa indimenticabile, ma anche perché mi ha aperto gli occhi da diversi punti di vista, specialmente sulle mie capacità. Porterò sempre nel cuore tutto quello che ho vissuto, che rimarrà sempre impresso nella mia memoria” (S. classe quarta).
“L’amicizia è un dono raro, e io ho avuto la fortuna di trovarlo in quattro persone speciali: S, L, M e A. Da quando avevamo sette anni, siamo sempre state insieme, condividendo risate, segreti e momenti indimenticabili. Abbiamo affrontato gioie e difficoltà, sostenendoci a vicenda senza mai lasciarci indietro. Ogni giorno passato insieme è un pezzo della nostra storia, un legame che il tempo non potrà spezzare, memorie incancellabili. Queste mie amiche sono i pilastri più importanti della mia esistenza. Sapete, io credo negli universi paralleli, ma sono certa che non ce ne sia neanche uno senza di loro. Grazie per essere le migliori amiche che potessi mai desiderare, ogni giorno, fino alla fine. Spero che rimanga così per sempre”. (V. classe prima).
“Come gemma di quest’anno, ho deciso di portare il primo concerto della mia vita, un’esperienza che non dimenticherò mai. Ho scelto di assistere al live dei Cigarettes After Sex a Milano, senza sapere che quella serata avrebbe lasciato un segno così profondo dentro di me. Non avevo mai capito davvero la magia dei concerti, fino a quando non mi sono ritrovata in uno stadio gremito di persone, tutte pronte a cantare all’unisono le stesse canzoni, a condividere emozioni pure e intense. È stato un momento unico, quasi surreale, che ho avuto la fortuna di vivere accanto a una delle mie migliori amiche, S. Lei è una persona speciale, una di quelle che restano, che ti accompagnano nelle follie e nei momenti difficili, che c’è sempre, anche quando non serve parlare. Quel concerto è stato più di una semplice serata di musica: è stato un viaggio emotivo, un turbine di sensazioni nuove e profonde. Mi sono sentita sopraffatta dalla felicità, dall’emozione pura di essere lì, di vivere quell’istante che sapevo sarebbe rimasto impresso nel cuore. Sono infinitamente grata a S. per aver condiviso con me questa esperienza, una delle più significative della mia vita. Senza di lei, quel momento non sarebbe stato lo stesso” (G. classe quarta).
“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare tre persone per me molto importanti: A, V e M. Quando ci siamo conosciute qualche anno fa, non pensavo che avremmo costruito il rapporto che abbiamo oggi. Non so come sarebbe la mia vita senza di loro, probabilmente monotona e troppo tranquilla. Di esperienze non ne abbiamo vissute tantissime, perché è difficile mettere d’accordo tutte e quattro per trovarci, ma abbastanza per rafforzare la nostra amicizia e capire l’importanza che abbiamo l’una per l’altra. Quando siamo insieme, possiamo parlare di qualsiasi cosa, scherzare, ridere, piangere, riflettere e la cosa più bella è che ognuna di queste, anche un pianto o un litigio, finisce sempre con un sorriso. Se una di noi ha un problema, sa che può contare sulle altre; infatti, loro per me sono un punto di riferimento e ad ogni mio dubbio, pensiero, preoccupazione o consiglio mi hanno aiutata, rasserenata e supportata. Siamo tutte diverse, sia per aspetto che per carattere, ma allo stesso tempo tutte con qualcosa in comune e per questo le ringrazio, per essere parte della mia vita e di renderla ogni giorno migliore” (A. classe terza).
“Quest’anno ho scelto come gemma questa foto. Qua eravamo al concerto di Taylor Swift quest’estate, ed è stata scattata a nostra insaputa da una ragazza seduta dietro di noi, che poi ci ha chiesto di airdropparcela perché eravamo “troppo carine”. È stato uno dei momenti più belli della mia vita fino ad ora, non solo perché sono riuscita a vedere finalmente dal vivo una dei miei artisti preferiti, ma anche perché ero insieme ad una delle mie migliori amiche. Perciò per me questa foto rappresenta un ricordo molto importante per questi diversi motivi” (S. classe quarta).
“Come gemma quest’anno ho deciso di portare questa foto scattata durante la gita di classe a Bruxelles. Ho deciso di portare questa foto come gemma perché durante quella gita sono potuta essere davvero me stessa, cosa che non mi succede spesso. Di mio sono una persona molto timida e introversa e mi apro solamente con le poche persone di cui mi fido e con cui ho confidenza. L’anno scorso, e quindi anche durante questa gita, io ero ancora nella mia vecchia classe, nella quale non mi sentivo accettata e voluta da nessuno. L’anno scorso è stato un anno difficile per me poiché ero spesso, o quasi sempre, da sola, nonostante io provassi a farmi della amicizie. Questa gita è stata una vera liberazione per me perché ho potuto passarla insieme a delle persone che mi accettavano per quello che ero e che, anche se ero in un’altra classe, mi sono state più vicine di chiunque altro. Non credo di aver riso mai così tanto come durante questa gita. Sono potuta essere me stessa, senza aver paura di essere giudicata. È proprio anche grazie a questa gita che ho deciso di cambiare classe e ogni giorno mi rendo conto che non potevo fare scelta migliore” (E. classe quarta).
“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare una canzone. Non una semplice canzone, ma una canzone che mi risveglia i forti sentimenti che provo verso una persona: I. Nel giro di qualche anno, è diventata una delle persone più importanti per me. Lei c’è sempre stata, ci siamo sempre aiutate e sostenute a vicenda, nonostante tutte le difficoltà. Le sono grata per avermi regalato alcuni dei migliori momenti della mia vita fino ad adesso. Quando sono con lei, mi si risveglia una felicità unica, pura, quella che si prova solo con le persone con cui si sta veramente bene. Con lei, è come se tornassi un po’ bambina: riesce a farmi ridere in modo spensierato, facendomi dimenticare ogni preoccupazione. Senza farlo apposta, abbiamo entrambe portato come gemma la medesima cosa: la nostra amicizia, la cosa più preziosa che abbiamo. Questa canzone ad un certo punto dice “I knew you in another life; You had that same look in your eyes; I love you, don’t act so surprised”, e credo che questa frase riassume perfettamente la nostra amicizia. Ogni volta che la ascolto, penso alla persona speciale che ho accanto, a cui sono infinitamente grata, e che spero non se ne andrà mai”. (B. classe quarta).
“Questo braccialetto mi è stato regalato da una mia cara amica che mi è stata molto vicina in un periodo molto difficile per me: senza il suo aiuto non so proprio come ce l’avrei fatta” (E. classe prima).
“Generalmente, fin da piccola, non sono mai stata una persona diffidente nei confronti degli altri; anzi, facevo amicizia molto facilmente e mi affezionavo subito alle persone. Col tempo, però, come penso sia successo a molti, questa mia caratteristica è cambiata radicalmente, non perché avessi deciso di diventare improvvisamente diffidente, ma perché molte persone sono passate attraverso la mia vita e ciascuna ha lasciato qualcosa, nel bene e nel male. E soprattutto, ognuna di loro ha portato via con sé qualcosa di me. Una di queste persone è stata quella che ha segnato un cambiamento profondo. È stata una delle esperienze più dolorose della mia vita, che mi ha cambiata profondamente, da cima a fondo, non lasciandomi più la stessa di prima. Dopo averla persa, dopo aver sperimentato il dolore di ogni delusione, mi sono ritrovata a riflettere più volte su ogni nuova amicizia, a mettere una barriera tra me e gli altri. E anche quando ho provato a fidarmi di qualcuno, lo facevo solo dopo averci pensato più volte, anche cinque, chiedendomi se fosse davvero giusto aprirmi e mostrare lati di me che forse avrei preferito tenere nascosti. Mi sono spesso pentita, ma di una cosa sono certa: di quella decisione non mi pentirò mai. Poi, nel novembre 2022, la disposizione dei banchi in classe è cambiata. Mi è capitato di sedermi accanto a una persona che, inizialmente, non conoscevo. Non mi dispiaceva affatto la sua compagnia: era silenziosa, tranquilla, sembrava una persona pacata. E forse andava anche meglio così, pensavo. Tuttavia, un giorno l’ho vista triste, e, nonostante la mia reticenza a coinvolgermi emotivamente, ho fatto qualcosa che ha cambiato tutto: le ho scritto un bigliettino. Le ho detto che, se avesse avuto bisogno di parlare, sarei stata lì per ascoltarla, anche se non ci conoscevamo bene. Posso dire con certezza che molte volte mi sono pentita delle scelte fatte, avrei voluto tornare indietro e rimediare, cercando di capire se facendo le cose diversamente sarebbe andata meglio. Ma quella, di certo, è una delle pochissime cose di cui non mi pentirò mai. Sono passati ormai tre anni da quel bigliettino. Tanto è cambiato, quasi tutto. Le persone che mi stanno accanto sono diverse, sono cambiata io, ma lei è rimasta una costante nella mia vita. Ogni giorno che passa è sempre più bello averla accanto. B. mi ha insegnato molte cose, e io a lei. Abbiamo riso, abbiamo vissuto momenti che ci hanno arricchite reciprocamente. Da lei ho imparato la pazienza, ho capito cosa significa sentirsi apprezzata e perdonata anche quando si commettono errori. Ho imparato ad accettare i complimenti senza sentire il bisogno di aggiungere altro, se non un semplice “grazie”. Ho capito che è giusto riconoscere i propri limiti, senza pretendere sempre il massimo da se stessi, e soprattutto, ho imparato che a volte pensare a sé stessi non è un difetto, ma una necessità (anche se, forse, dovremmo farlo un po’ di più). Sono grata di poterla vedere ogni giorno in classe, di poter parlare con lei dall’altra parte della stanza. Sono grata di averla incontrata, di poterla chiamare amica. E soprattutto, sono infinitamente grata di averle scritto quel primo bigliettino, che ha cambiato la mia vita per sempre, arricchendola con qualcosa che non potrei mai scambiare con nulla al mondo. Senza di lei, mi sentirei come una metà vagante, incompleta”. (I. classe quarta).
“Come mia ultima gemma ho deciso di portare la mia migliore amica C., io e lei ci conosciamo dalla prima elementare e siamo sempre state compagne di classe e vicine di banco, oltre che migliori amiche. È sempre stata una parte fondamentale e un punto di riferimento nella mia vita, abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto e ci siamo sempre sostenute e aiutate a vicenda. Scelgo di portare lei perché è una delle persone più importanti per me, abbiamo trascorso l’infanzia e l’adolescenza assieme, abbiamo fatto moltissime esperienze durante il corso della nostra amicizia e ognuna ci è servita a maturare sempre un po’ di più il nostro rapporto. Io la considero come una seconda sorella ormai, siamo cresciute insieme e abbiamo visto e vissuto ogni periodo e momento della vita dell’altra, da quelli più belli a quelli più brutti, ci siamo divertite, abbiamo pianto, ci siamo consolate e siamo cresciute, sempre insieme. Conosciamo tutto l’una dell’altra e ci capiamo con un solo sguardo. C. c’è sempre stata per me come io lo sono stata per lei, e adesso che finiremo il liceo e per la prima volta non ci vedremo più tutti i giorni, sono certa che nonostante ciò non ci separeremo e la nostra amicizia rimarrà. Le voglio un’infinità di bene e la ringrazio non solo per essere la mia migliore amica, ma la mia compagna di vita” (E. classe quinta).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una persona molto importante per me: V., la mia compagna di banco da ottobre della prima superiore. Ho deciso di portare lei più che altro per ringraziarla per essermi stata sempre vicino, infatti, senza di lei probabilmente non avrei superato molti ostacoli della mia vita. V. è una di quelle persone che sanno sempre aiutarti e capirti nei momenti difficili. Lei per me è una parte fondamentale della mia vita proprio perché è la prima persona che mi fa ridere, è la prima persona a cui racconto ciò che mi succede, è la prima persona che mi aiuta a scuola ed è la prima persona che c’è sempre per me” (A. classe seconda).
“Quest’anno vorrei portare come gemma la collana con il mio nome che mi ha regalato la mia ex migliore amica delle medie in seconda. Questa collana l’aveva fatta lei, uguale per tutte e due: sulla mia aveva scritto Vunni e sulla sua Guga perché era il soprannome che lei aveva dato ad entrambe. Era fatta da un materiale simile alla madreperla a forma di cuore legata a un laccio di cuoio. L’aveva fatta durante un suo viaggio in Serbia. Quando mel’ha consegnata mi ha detto una frase che mi é rimasta impressa e non riuscirò mai a cancellare: “Vunni adesso che abbiamo queste collane uguali non ci dimenticheremo mai l’una dell’altra perché abbiamo l’una il cuore dell’altra”. Però la vita ha voluto separarci, infatti lei è andata a vivere in Serbia e ci siamo perse di vista, ma nonostante tutto ho sempre tenuto al collo la collana finché non si è rotta e ora la conservo sul mio comodino” (V. classe seconda).
“Come mia prima gemma, voglio portare mia sorella G. Oramai lei non è solo mia sorella, ma è anche la mia migliore amica perché qualcuno migliore di lei non esiste. Però il nostro rapporto non è sempre stato così; infatti, fino a 5 anni fa, lei era molto più scontrosa nei miei confronti, però crescendo, entrambe siamo cambiate e ora siamo inseparabili. Le cose che facciamo più spesso sono ridere e scherzare: cose banali? Probabilmente per molti sì, ma per me no. Ogni tanto penso: e se noi non avessimo il rapporto che c’è adesso tra di noi, sarei diversa? Beh, direi di sì, perché lei fa parte di me e della mia vita, quindi senza G., mi mancherebbe un pezzo. In conclusione spero che tutti abbiamo una persona come lei cosicché la vita la si possa vivere a colori” (G. classe prima).
“Quest’anno come gemma ho voluto portare la mia migliore amica, si chiama M. e ci siamo conosciute nel 2022 grazie alla pallavolo. Quando ho iniziato pallavolo lei era già nella squadra e io ero quella appena arrivata, io e M. ci stavamo stra-antipatiche da subito, finché non abbiamo notato entrambe quanto avevamo in comune e quanto stavamo bene in compagnia. È come se la conoscessi da sempre, come se, appena conosciuta, avessi capito che mi mancava un amicizia così, dove poter andare se stavo male o solo per parlarle di com’era la mia giornata. In campo io e lei eravamo sempre le più cariche e davamo forza a tutta la squadra nonostante le difficoltà in campo. Lei mi ha aiutato tantissimo in tutto, nei miei problemi e in tutto il resto. Purtroppo quest’anno non siamo più nella stessa squadra, ma comunque ci supportiamo l’un l’altra e lo faremo sempre. Penso sia una delle migliori persone che ho incontrato. È una di quelle persone senza filtri, che non finge di essere qualcuno che non è, e che ti dice le cose che sbagli, facendoti capire come migliorare e aiutarti, e riconosce quando sbaglia. Per me la sua famiglia è come una seconda casa, ho un bellissimo rapporto con i suoi genitori e la sua sorellina, difatti abbiamo passato tutte le vacanze insieme. Le voglio davvero un bene dell’anima” (V. classe seconda).
“Oggi come gemma ho deciso di portare le mie amiche perché sono alcune delle persone più importanti della mia vita e in tutti gli anni che ci conosciamo mi hanno aiutata a superare dei momenti difficili nella mia vita. Con loro posso anche essere me stessa senza preoccuparmi di essere giudicata e spero che continueremo ad essere amiche ancora per molto tempo” (E. classe quarta).
“Come gemma ho portato uno scontrino che risale a quest’estate, quando sono andata a Lubiana con la mia migliore amica S., dove ci siamo trovate con un’altra mia amica, L., che ho conosciuto grazie alla passione per la musica e i concerti che abbiamo in comune. In questa giornata abbiamo girato per la città, siamo andate al bar, abbiamo parlato e in generale sono stata molto bene. Infatti penso che questo sia stato uno dei giorni migliori di quest’estate. Inoltre ho appeso questo scontrino in camera proprio per ricordare questi momenti passati insieme” (G. classe quarta).
“La mia gemma la voglio dedicare a B, la mia migliore amica. Non la conosco da molto tempo, quasi un annetto, ma in questi mesi si è dimostrata più importante di molte persone che conosco da più tempo. B. è colei che mi ha fatto ricredere nell’amicizia. Nella nostra amicizia non c’è un filo di invidia, siamo sempre contente per i traguardi dell’altra. Se B. dovesse stare male sarei pronta a mollare tutto e tutti per raggiungerla. In uno dei periodi più brutti che ho avuto lei è stata una delle poche persone che è stata al mio fianco veramente, senza mai farmi sentire sola. Prima di conoscere lei il mio pensiero di amicizia era completamente sbagliato. Io e B. litighiamo continuamente, perché abbiamo entrambe due caratteri molto forti, e quindi è facile scontrarsi e non essere d’accordo su molte cose. Spesso litighiamo perché secondo lei dovrei chiudere i rapporti con delle persone che per me continuano ad essere molto importanti nonostante il modo in cui mi abbiano trattata, e lo fa solo perché non vuole che mi feriscano di nuovo, e la stessa cosa faccio io. Voglio un mondo di bene a B. e penso che se quest’anno non avessi incontrato lei non sarei la persona che sono ora, perché è stata veramente fondamentale per farmi diventare come sono e per farmi capire tante cose su me stessa” (A. classe seconda).
“Quest’anno come gemma ho portato una foto della mia migliore amica. Molti potrebbero pensare che è una cosa banale o scontata ma per me non lo è affatto, né il fatto di portarla come gemma né la sua amicizia e penso che questa persona sia uno dei doni più grandi che la vita mi ha fatto. Già dal primo giorno in cui ci siamo conosciute io ho capito che non sarebbe stata un’amica come tutte le altre: con lei riuscivo a parlare di tutto e mi sono aperta fin da subito. È una di quelle persone di cui non ho mai temuto il giudizio ed è sempre stata per me un punto fermo qualora io ne avessi avuto bisogno, e io per lei. Diciamo che è una persona che da subito mi ha colpito: non solo il fatto che avevamo lo stesso umorismo e che ci capivamo estremamente bene, ma anche il fatto che ogni volta che cercavo in lei qualcuno da cui essere consolato riusciva a farmi sentire rassicurata anche dicendomi quello che avevo bisogno di sentire e non quello che avrei voluto sentire. Con lei condivido un’immensità di ricordi e ormai la considero una parte di me. Posso dire con certezza che la nostra amicizia è un’amicizia vera poiché non sento di non essere nessuno senza di lei ma sento che arricchisce ogni giorno la mia vita e la rende meno pesante” (B. classe terza).
“Come gemma quest’anno ho deciso di portare le mie migliori amiche: G., R., F. e B. Se dovessi descrivere la mia vita senza di loro, sarebbe come un cielo senza stelle. Ognuna di loro è unica e speciale, ed insieme formiamo un piccolo mondo che mi rende davvero felice e spensierata. R. è il mio raggio di sole, ogni volta che sono in difficoltà sa esattamente come aiutarmi e se sono triste riesce a tirarmi su di morale anche solo con una parola. B. e F. invece sono due ragazze con cui non avrei mai pensato di legare perché mi sembravano tanto diverse da me, invece in poco tempo siamo diventate a dir poco inseparabili. Ogni volta che siamo insieme, i brutti pensieri scompaiono e anche se ogni volta che andiamo al mc donald (che ormai noi definiamo casa nostra) mi chiedono di offrirgli qualcosa gli voglio un bene indescrivibile. E poi c’è la mia G. G. è la mia roccia, è sempre quella che sa darmi il consiglio giusto, anche quando non so nemmeno io cosa voglio. La sua pazienza e il suo modo di ascoltare mi fanno sentire accolta e compresa e soprattutto con lei non mi sento mai né sbagliata né tanto meno giudicata. Abbiamo una bellissima intesa e quando siamo insieme ci basta un solo sguardo per capirci. Insieme, siamo un mix perfetto di personalità, punti di vista e di energie. Loro sono il mio supporto, la mia forza e la mia gioia. Ogni risata, ogni confidenza e ogni avventura che condividiamo è un pezzo di felicità che mi accompagnerà per sempre.” (A. classe seconda).
“Per la mia gemma ho deciso di portare cinque persone che per me sono fondamentali. Ci siamo conosciute in momenti diversi, ma oggi siamo un gruppo super unito. C’è S., la bionda del gruppo anche se questo non la rispecchia, probabilmente è la più organizzata di tutte. Quando c’è da prenotare il sushi chiama sempre lei. Poi c’è E., la “terrona” del gruppo, se c’è da litigare lei parte in siciliano e non si ferma finché non le danno ragione. C’è anche E., che a volte esagera parlandoci dei suoi malesseri del mare, ma quando si tratta di fare festa, è sempre lei a offrire casa. Poi c’è K., la più dolce e paziente: è quella che riesce sempre a mantenere la calma e a fare in modo che il gruppo resti sereno, anche nei momenti più caotici. Infine, c’è A., che quando parte una canzone rumena, ci prende per mano e subito iniziamo a ballare in cerchio. Siamo tutte diverse, ognuna con la sua personalità e il suo carattere, ma insieme moriamo sempre dalle risate. Ogni volta che usciamo a S. o andiamo a una festa, è sempre un’avventura. Succedono cose strane, ma ci divertiamo un sacco, e quella sensazione di pazzia è una delle cose che rende speciali questi momenti. A proposito di feste, ho scelto di rappresentare il mio gruppo con una canzone. In generale partiamo sempre con il Pagante ma quella che ci gasa di più è sicuramente Settimana bianca: ogni volta che parte questa canzone, in qualsiasi posto ci troviamo, ci guardiamo negli occhi e cominciamo a cantarla a squarciagola. Per concludere, spero che questa amicizia possa durare per sempre, perché, a prescindere da tutto, le mie amiche sono una parte fondamentale di me”. (C. classe seconda).