Non sono stato un gran lettore, almeno fino alla II-III superiore. Venivo spesso rimproverato o richiamato da mia madre: “Su, dai, leggi qualcosa. Possibile che non ci sia altro al di là del Guerin Sportivo o di Super Basket che ti interessi?”. Soprattutto non mi andava di leggere come mi dicevano i prof: con il vocabolario vicino per cercare e segnare le parole che non conoscevo… Ci fosse stato quella volta Erri De Luca a dirmi quello che scrive nel libro “I pesci non chiudono gli occhi”:
“… qualche parola non capìta la lasciavo stare, senza frugare nel vocabolario. In attesa di intenderla, restava approssimata. Dovevo arrivarci da solo, definirmela attraverso altre occasioni, a forza di incontrarla.”
Un po’ come succede incontrando le persone…
P.S.: resto in attesa delle rimostranze delle mie colleghe (sono soprattutto donne) di lettere…

