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Incombenze

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Sto leggendo “La formula di Origene” di Johannes Mario Simmel: “Non percepiva la morte come una presenza incombente su di lei, pronta a colpire, nella sua fantasia non riusciva a darle una fisionomia; era soltanto un concetto. Fino a quando lei era in vita, la morte non esisteva. Ma nel momento in cui lei moriva… allora toccava al buon Dio, in cui lei confidava, prenderla per mano…”. Mi è venuto in mente Spinoza che diceva: “L’uomo libero a nessuna cosa pensa meno che alla morte: e la sua saggezza è una meditazione della vita, non della morte”.