Pubblicato in: blog life

Riattivazione funzionalità blog

Con la migrazione del blog ho potuto riattivare i commenti. Non ho impostato dei filtri, almeno per il momento. Viene chiesto di inserire un indirizzo e-mail. Esso non verrà pubblicamente visualizzato, io lo riceverò però via mail; certo è possibile ingannare il sistema, ad esempio impostando un indirizzo del tipo ak@q.it Viene preso per buono. Mi riservo di rimuovere i commenti offensivi (fino ad oggi non ce n’è mai stato bisogno…).

iscrivitiScorrendo il blog in basso a destra dovrebbe comparire la scritta “Iscriviti” come si vede nell’immagine a fianco. Cliccando su essa ci si può iscrivere al blog e si riceve una mail ogni volta che compare un nuovo post. Visto che tweetto o metto un post sul profilo pubblico di fb a ogni nuovo post, direi che questa opzione è utile per chi non utilizza i social. Può essere utilizzato anche Voce RSS, in fondo alla colonna di sinistra.

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Un pomeriggio di imprecazioni

hulk

Ci sono delle volte in cui mi arrabbio. E la risposta, come quasi sempre accade per i calmi, è radicale. Oggi pomeriggio sono venuto a sapere, a seguito di una chiamata al 187 da parte mia, che, avendo disdetto il contratto adsl di Alice (per eccessiva lentezza nel paese in cui vivo e le continue interruzioni di servizio), a breve mi sarà disattivato l’account di posta elettronica, il principale che utilizzo… La gentile operatrice mi ha informato “Avvisiamo sempre i clienti di utilizzare questa mail solo per l’iscrizione e null’altro”. Al che le ho chiesto per quale motivo allora mettano a disposizione giga di spazio agli utenti… Ho condotto una ricerca su internet e ho trovato di tutto, da chi non ha avuto alcun inconveniente a chi si è visto chiudere l’account senza preavviso. Sta di fatto che la mia preoccupazione principale è stata per questo blog, per gestire il quale accedo tramite indirizzo mail di alice. Ed ecco la scelta radicale: ho ripreso in mano un vecchio account gmail, ho esportato il blog http://oradireli.myblog.it e l’ho importato su https://oradireli.wordpress.com
Mi sto dando da fare per affinare le ultime cose, ma sono a buon punto. Devo confessare che, al momento, sono più i vantaggi che gli svantaggi. Staremo a vedere… Certo è che il prossimo passaggio sarà la disattivazione completa dell’utenza domestica Telecom.

Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Etica, Letteratura, Religioni

Se vuotare il sacco non basta

sacco-di-patate--patate--object--sano_3198529Una storia molto carina; questa volta arriva dal taoismo e l’ho trovata qui.
«Un giorno il saggio diede al discepolo un sacco vuoto e un cesto di patate.
“Pensa a tutte le persone che hanno fatto o detto qualcosa contro di te recentemente, specialmente quelle che non riesci a perdonare. Per ciascuna, scrivi il nome su una patata e mettila nel sacco”.
Il discepolo pensò ad alcune persone e rapidamente il suo sacco si riempì di patate.
“Porta con te il sacco, dovunque vai, per una settimana” disse il saggio. “Poi ne parleremo”.
Inizialmente il discepolo non pensò alla cosa. Portare il sacco non era particolarmente gravoso. Ma dopo un po’, divenne sempre più un gravoso fardello. Sembrava che fosse sempre più faticoso portarlo, anche se il suo peso rimaneva invariato. Dopo qualche giorno, il sacco cominciò a puzzare. Le patate marce emettevano un odore acre. Non era solo faticoso portarlo, era diventato anche sgradevole.
Finalmente, la settimana terminò. Il saggio domandò al discepolo. “Nessuna riflessione sulla cosa?”
“Sì, maestro” rispose il discepolo. “Quando siamo incapaci di perdonare gli altri, portiamo sempre con noi emozioni negative, proprio come queste patate. Questa negatività diventa un fardello per noi e, dopo un po’, peggiora.”
“Sì, questo è esattamente quello che accade quando si coltiva il rancore. Allora, come possiamo alleviare questo fardello?”
“Dobbiamo sforzarci di perdonare”.
“Perdonare qualcuno equivale a togliere una patata dal sacco. Quante persone per cui provavi rancore sei capace di perdonare?”
“Ci ho pensato molto, Maestro” disse il discepolo. “Mi è costato molta fatica, ma ho deciso di perdonarli tutti”.
“Molto bene, possiamo togliere tutte le patate. Ci sono altre persone che ti hanno offeso o irritato nell’ultima settimana?”
Il discepolo rifletté per un momento e ammise che ce n’erano. Improvvisamente rimase sgomento, quando si rese conto che il sacco vuoto si sarebbe riempito di nuovo.
“Maestro” chiese, “se continuiamo così, non ci saranno sempre patate nel sacco, settimana dopo settimana?”
“Sì, finché ci saranno persone che diranno o faranno cose contro di te in qualche modo, tu avrai sempre patate”.
“Ma Maestro, noi non potremo mai controllare quello che gli altri fanno. Cosa c’è di buono nel Tao allora?”
“Questo non è ancora il Tao. Quello di cui abbiamo parlato finora è l’approccio convenzionale al perdono. E’ quello che tante filosofie e religioni predicano – dobbiamo costantemente sforzarci di perdonare, perché questa è una virtù importante. Questo non è il Tao, perché non c’è sforzo nel Tao”.
“Allora cosa è il Tao, Maestro?”
“Prova ad immaginarlo. Se le patate sono le emozioni negative, allora cosa è il sacco?”
“Il sacco è… quello che mi permette di trattenere la negatività. E’ qualcosa dentro di noi che ci fa persistere sui sentimenti offesi… Ah, è il mio tronfio senso di auto-stima”.
“E cosa succede se te ne liberi?”
“Allora… le cose che la gente fa o dice contro di me non sembrano più un gran problema”.
“In tal caso, non avrai nessun nome da scrivere sulle patate. Questo significa niente più peso da portare e niente più puzza. Il Tao del perdono è la decisione cosciente non solo di togliere le patate… ma di abbandonare l’intero sacco”.»