Qualche pensiero di Grün


Un po’ in seconda, un po’ in terza, un po’ in quinta, sono argomenti che stiamo trattando: valori, etica, crescita, fede, preghiera, religione. L’articolo è di Claudio Gallo ed è preso da La Stampa di venerdì 14 febbraio: ne pubblico solo alcune parti, sufficienti a offrire notevoli spunti di discussione.
“Si è appena conclusa la preghiera di mezzogiorno all’abbazia benedettina di Münsterschwarzach, ventidue chilometri da Würzburg, Baviera settentrionale, Franconia per la gente del posto. Capelli fluenti ormai scappati dalla fronte, la lunga barba incanutita, Anselm Grün, 69 anni, ha scritto trecento libri sulla psiche e sullo spirito, vendendo in tutto il mondo 20 milioni di copie.

Perché dovrei avere dei valori morali quando l’obiettivo supremo della nostra società, lagrun ricchezza, si raggiunge più facilmente senza?
«Al monastero mi capita spesso di fare conferenze a manager e banchieri. Ci sono due atteggiamenti: uno che non rispetta e non crede ai valori, l’altro che invece ha capito come sia importante salvaguardarli, perché alla fine un mondo senza valori danneggia anche l’economia».
L’economia rincorre la crescita illimitata, la morale del mercato è il desiderio infinito. Lei invece parla di senso del limite, perché?
«Come dice il Papa, il capitalismo puro diventa disumano. Per fortuna in Germania abbiamo l’economia di mercato sociale dove il capitalismo è sottoposto a una critica, a certe limitazioni. Limite ha due significati diversi: il primo è il limite personale, i miei limiti umani. Il secondo è la finitezza della natura, per cui ogni crescita è limitata e destinata a finire, a morire. Questo tipo di crescita naturale dovrebbe essere il modello dell’economia. La concezione di una crescita senza limiti è una idea malata».

Che cos’è la fede?
«La fede è un’esperienza. Quando un non-credente mi dice: io non posso credere, gli dico: non devi credere, prova! Gesù dice: Dio è il pastore, non manco di nulla. Non bisogna credere ma provare se questa parola è vera. Poi c’è un altro aspetto: che cosa vedo quando vedo la bellezza della natura, che cosa ascolto quando ascolto Mozart. Non è solo chimica. Nella bellezza della natura e nella bellezza della cultura riluce la bellezza assoluta. Questo è Dio. Quando uno dice non credo a Dio, in genere si riferisce a un’immagine particolare di Dio. Ma Dio è totalmente altro, mistero, come dice il teologo Karl Rahner. Quando uno ha il senso del mistero ha anche il senso di Dio».

Che cos’è la preghiera?
«La preghiera è un incontro con Dio. Mostro la mia verità a Dio. Alcuni credono che la preghiera serva a chiedere qualcosa, ma ciò che conta è l’incontro: offro la mia verità e le mie ombre a Dio perché lui le accetti».
Che cos’è la meditazione?
«La meditazione è un metodo. Una cinquantina di anni fa abbiamo riscoperto la meditazione dall’Oriente, grazie al buddhismo, ma la tecnica esisteva già nella nostra tradizione, nei padri del deserto o nell’esicasmo degli ortodossi. A volte bisogna andare lontano per trovare le cose vicine».”

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