Pubblicato in: Etica

Rapporto Caritas 2008


E’ stato presentato proprio ieri 15 ottobre il rapporto Caritas su povertà ed esclusioni. Posto, dopo un breve ma interessante intervento, 2 begli allegati utili a tutti e non solo alle quinte in cui stiamo parlando di globalizzazione

LA QUESTIONE POVERTÀ NON È UN INCIDENTE DA POCO SVILUPPO

«Se si è perso tempo, in particolare negli ultimi anni, è anche perché si è dato credito a una tesi convincente e seducente: la povertà potrà essere ridotta grazie allo sviluppo economico. In sostanza: “maggiore sviluppo economico, maggiore redistribuzione dei vantaggi di tale sviluppo, quindi meno povertà”. Si tratta di una tesi che ha avuto, almeno fino al recente crack finanziario, un’indubbia capacità di convinzione e nello stesso tempo ha contribuito a rinviare un impegno responsabile per affrontare il problema».

Se questa tesi fosse vera, nel Paese che, pur con molte contraddizioni e fragilità messe a nudo dall’attuale crisi dei mercati finanziari, è ai primi posti dello sviluppo mondiale – gli USA – non dovrebbero esserci 13 milioni di bambini che vivono in condizione di povertà. Se consideriamo i bambini che vivono in famiglie povere e in famiglie a basso reddito, la percentuale passa dal 17% al 39%. «Se prendiamo in esame la condizione dei bambini poveri in quel paese negli anni dal 2000 al 2006, risulta che la povertà infantile è aumentata dell’11%, cioè 1.200.000 bambini si sono aggiunti ai già tanti costretti a crescere poveri ed emarginati (National Center for Children in Poverty, 2007). Se la tesi della riduzione della povertà, grazie allo sviluppo economico, avesse mantenuto le sue promesse, non dovrebbe essere così, anzi il contrario». Evidentemente «la questione povertà non è un incidente “da poco sviluppo”. È invece fortemente radicata nelle economie occidentali».

Vittorio Nozza, direttore Caritas Italiana, e Tiziano Vecchiato, direttore Fondazione Zancan

Sintesi rapporto caritas 2008 sulla povertà.pdf

Italia Caritas ottobre 2008.pdf

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