Gemme n° 162


Ha fatto fatica C. (classe seconda) a presentare la propria gemma: “Non nascondo che in questo video non manchino le parolacce, ma la sua forza è più grande. Poco prima di vederlo (qualche giorno fa) mi era successa una cosa di cui non avevo parlato con nessuno. Poi ne ho parlato con mia madre che mi ha invitato a stringere i denti. Proprio per questo e per quello che viene detto alla fine del video ho deciso di mostrarlo”.


Alberto Pellai afferma: “In ogni storia di bullismo non c’è mai un vincitore e nemmeno un vinto: c’è solo un soggetto debole che se la prende con uno ancora più debole e approfitta dell’incompetenza e dell’analfabetismo emotivo che domina l’ambiente in cui entrambi vivono e si muovono per affermare un potere fittizio, fatto di degrado, umiliazione, solitudine e omertà”. Voglia essere questo un modo per dare voce, per non far finta di niente. Succede spesso di respirare aria pesante, fatta di sguardi cattivi, battute ciniche e cattive che si ammantano di realismo, sincerità e libertà di pensiero ed espressione: “Ti dico in faccia quello che penso”. No, non è necessario, e neppure opportuno: non solo che tu lo dica, ma anche che solo lo pensi.

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