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Le 12 tesi di Spong. 12

Pubblico la dodicesima e ultima tesi di John Shelby Spong. Qui la cornice di inquadramento del suo lavoro e qui la fonte.

Tutti gli esseri umani sono fatti a immagine di Dio e devono essere rispettati per quello che sono. (…). Ciò appare ovvio in teoria, ma nella storia cristiana è stato difficile per i credenti viverlo realmente. (…). Come è possibile che l’antisemitismo sia stato il prodotto della religione fondata sull’ebreo Gesù? Che i leader della Chiesa abbiano giustificato guerre chiamate “crociate” per uccidere quegli infedeli dei musulmani che vivevano nella terra che i cristiani definivano santa? Che i cristiani abbiano cercato di mantenere pura e intatta la loro fede bruciando nei roghi chi discordava dall’ortodossia del loro credo? Su che base etica hanno praticato la schiavitù alcuni papi nella storia contro i neri? (…). Quando la schiavitù è stata sostituita dalla segregazione, com’è possibile che coloro che rivendicavano l’identità cristiana si siano opposti al suo superamento resistendo a base di idranti, di cani e di bombe nelle chiese in cui a morire erano bambine? samaritanoCom’è possibile che i leader cristiani abbiano potuto definire la metà femminile dell’umanità come sub-umana, non permettendo alle donne di avere proprietà a loro intestate fino al XIX secolo, né di andare all’università fino al XX, di votare, di esercitare determinate professioni, di essere ordinate, di partecipare alla politica e candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti fino alla fine dello stesso XX secolo o all’inizio del XXI? Com’è possibile che la Chiesa abbia continuato a credere che l’omosessualità sia uno stile di vita motivato da una malattia mentale o dalla depravazione morale (…)? (…). Il mandato di Gesù di amare il prossimo come se stessi sembra non sia stato ascoltato dalla Chiesa. La parabola del buon samaritano, che suggerisce si debba amare l’oggetto delle proprie paure e dei propri più profondi pregiudizi, è stata ignorata. (…). Vi sono senza dubbio molte cose nella storia della Chiesa di cui bisogna pentirsi. L’unico cammino che abbiamo davanti è compiere questo atto di penitenza apertamente, con onestà, e chiedere perdono alle nostre vittime. (…). Nel servizio battesimale della mia Chiesa si pone ai candidati al battesimo, ai loro genitori e ai loro padrini la seguente domanda: «Cercherai Cristo in ogni persona, amando il tuo prossimo come te stesso?». Ed essi rispondono: «Lo farò, con l’aiuto di Dio». Questa deve essere la risposta di tutta la Chiesa cristiana se spera di sopravvivere nel futuro.”

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Gemme n° 284

Non sono molto innovativo: la batteria è rimasta la mia più grande passione. Qualche settimana fa ho scoperto questo video. Penso sia il miglior modo per presentare questo strumento anche a chi non la ama troppo. Il musicista è un batterista tedesco, di Amburgo, e conduce seminari in tutta Europa”. Questa la gemma di L. (classe quinta).
Negli anni della mia adolescenza ho ascoltato molto metal e restavo sempre rapito dagli assoli di batteria. Spesso alla fine dei concerti, quando un cantante presenta la band ci sono degli stacchetti in solitaria e la batteria era sempre lo strumento che attendevo con più gioia. Dice Antonio Buonomo: “Chiunque può produrre degli effetti sonori percuotendo un qualsiasi strumento a percussione, ma solo un tocco esperto potrà elevare tali effetti al rango di suoni”.

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Gemme n° 283

danza

Avrei voluto portare le prime scarpette di danza classica, ma non le ho trovate. Allora ho portato delle foto di questa passione che ho dovuto lasciare per colpa della scuola e che volevo condividere con la classe”. Questa la gemma di G. (classe quarta).
Ballare: mi sento inadeguato, imbranato, inadatto, innaturale. Però mi affascina guardare persone che ballano, vederle rapite, ammirare l’armonia che si sprigiona da quell’intesa, da quei movimenti… “Colui che danza cammina sull’acqua e dentro una fiamma” (Garcia Lorca).

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Gemme n° 282

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Ho portato tre foto scattate in un giorno per me molto significativo: è stato sia il giorno del mio primo concerto che il giorno della fine di un percorso. Nella prima (non presente qui) ci siamo io e mia mamma in Austria, la foto l’ha fatta papà: ci sono affezionata anche perché lui ha detto che il panorama era bellissimo ma io ero più bella. Poi c’è la foto dei biglietti del concerto regalati dai dottori: sono stati fantastici e hanno voluto dimostrarmi che ce l’avrei fatta a vincere. Il concerto infine è stato la fine di un percorso bello ma brutto, che mi ha insegnato tante cose nonostante tutti gli aspetti negativi. Le foto mi ricordano che posso affrontare ogni cosa e che ce l’ho fatta”. Questa la toccante gemma di S. (classe seconda).
La malattia è il lato notturno della vita, una cittadinanza più onerosa. Tutti quelli che nascono hanno una doppia cittadinanza, nel regno della salute e in quello della malattie. Preferiremmo tutti servirci soltanto del passaporto buono, ma prima o poi ognuno viene costretto, almeno per un certo periodo, a riconoscersi cittadino di quell’altro paese” (Susan Sontag). Penso che una delle difficoltà maggiori sia quando diventiamo cittadini del regno delle malattie troppo presto. Questo ci mette in scacco, ci fa respirare male, ci fa angustiare. Grazie a S. e alle sue foto: regalano tutta la sua forza.

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Gemme n° 281

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Come gemma vorrei parlare del compagno di mia mamma, perché per me è come un padre. Da quando lo conosco, cinque anni, è diventato un riferimento importante, più di mio padre col quale ho da poco riallacciato i rapporti. Mi ha sempre dato affetto, mi tratta come fossi sua figlia. E in questi anni ho anche capito che se un genitore si arrabbia con noi, significa che ci tiene. In 5 anni mi ha dato sentimenti e affetto, emozioni, il voler bene e sono tutte cose più importanti di un tablet o di un pc. Su di lui so che posso sempre contare. E’ iperprotettivo con me, gli voglio bene. Il peluche è uno dei primi regali che mi ha fatto. Anche se all’inizio pensavo che volesse rubarmi la mamma, adesso sono convinta che siamo state fortunate a conoscerlo. Posso dire che mi ha cambiato la vita.” Questa è stata la gemma di L. (classe seconda).
Henrik Ibsen affermava che “La vita di famiglia perde ogni libertà e bellezza quando si fonda sul principio dell’io ti do e tu mi dai”.

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Gemme n° 280

Ho portato come gemma l’episodio finale della mia serie preferita di questa estate; l’ho trovata fantastica perché non superficiale. Due poliziotti indagano su degli omicidi a sfondo satanico. La cosa bella è che secondo me emergono tematiche importanti come il conflitto tra bene e male, o quello tra vita e morte, l’amore. In questo dialogo finale, secondo me, emergono…”. Questa la gemma di F. (classe quinta).
Questa citazione di Oscar Wilde, secondo me, ben si adatta alla scena del film: “Bene e male, peccato e innocenza, attraversano il mondo tenendosi per mano. Chiudere gli occhi di fronte a metà della vita per vivere in tranquillità è come accecarsi per camminare con maggior sicurezza in una landa disseminata di burroni e precipizi”.