
“Per quest’ultimo anno ho pensato molto a quale gemma scegliere. Inizialmente non sapevo bene cosa scegliere, perché in questi anni sono successe tante cose che mi hanno segnata. Ma poi, riflettendoci, ho capito che la mia gemma non poteva essere un oggetto o un momento, ma dovevano essere le persone che hanno condiviso con me questi anni.
Ho deciso quindi di portare come gemma M, V, A e M, che con il tempo sono diventati molto più di semplici compagni di scuola.
Li ho conosciuti in momenti diversi, ma alla fine ci siamo ritrovati tutti insieme ad affrontare ogni giorno lo stesso “trauma”, con la leggerezza di sapere di non essere soli. Probabilmente senza di loro non riuscirei a vivere la scuola con la stessa serenità. Quando la mattina mi sveglio e penso che devo andare a scuola, a volte mi viene già voglia di sotterrarmi. Poi mi ricordo che ci sono loro e riesco a prendere la giornata con più tranquillità.
Sono praticamente le persone con cui passo più tempo nella mia vita e sono state presenti sia nei periodi peggiori della scuola, tra verifiche e interrogazioni, sia nei momenti difficili della mia vita privata. Ma sono anche le persone con cui ho condiviso le cose più semplici: le risate per cose senza senso, le battute, le lamentele e tutti quei momenti di stupidità che, alla fine, sono proprio quelli che probabilmente ricorderò di più.
Con loro mi sento a mio agio e riesco a mostrare anche quel lato di me che magari altre persone potrebbero trovare strano.
Se devo essere sincera non vedo l’ora di finire la scuola e di lasciarmi finalmente alle spalle queste maledette mura, ma allo stesso tempo so già che, quando sarà tutto finito, qualcosa mi mancherà: tutti quei momenti passati con loro. Le risate, le cazzate, le giornate insieme e anche quelle in cui non succedeva niente di particolare, ma eravamo semplicemente insieme.
Per questo ho scelto loro come mia gemma. Perché, tra tutte le cose che questi anni mi hanno lasciato, loro sono sicuramente una di quelle che non vorrei dimenticare.”
(B. classe quinta).

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