Pubblicato in: Etica, Filosofia e teologia, Religioni, Storia

Sulle ceneri degli uccisi

Rileggendo il post precedente a questo, ho pensato: “Sembra quasi diretto il collegamento tra islam e movimento del jihad, come se non ci fosse alternativa”. Mi sono venuti alla mente due libricini che pongo su piani opposti: “Islam. Anatomia di una setta” si Stefano Nitoglia e “Lettera a un kamikaze” di Khaled Fouad Allam. Nella prefazione al primo Roberto de Mattei scrive: “Del resto, per il mondo islamico, non vale la discutibile distinzione, molto abusata dalla stampa occidentale, tra ‘fondamentalismo’ e ‘progressivismo’, il primo dei quali sarebbe dogmatico e violento, il secondo invecekamikaze.jpg elastico e tollerante. … l’Islam è una religione esteriore, ritualista e, dunque, necessariamente aggressiva nel suo progetto di conquista del mondo; la religione cattolica è invece l’unica religione che conosca una vita interiore, una trasformazione in radice dell’uomo e della società, una distinzione tra ordine naturale e soprannaturale e, quindi, un apostolato di conquista delle anime sul piano interiore e individuale, che si sviluppa di pari passo con la difesa della Civiltà cristiana sul piano pubblico e sociale”.

La risposta secondo me viene direttamente dal secondo libro citato, in cui l’autore si mette in dialogo con un kamikaze. Eccone alcuni passi: “So bene che la tua scelta procede da una lettura dei nostri testi: ma si tratta di una lettura letterale e decontestualizzata di quei versetti che sembrano legittimare la violenza in nome della giustizia, dunque di una lettura erronea perché promette agli shahid di conquistare attraverso la violenza le vie dell’assoluto per ottenere un posto nel giardini eterno. Ma questo posto può essere conquistato sulle ceneri degli uccisi, sul dolore dei vivi? Può quel sangue versato rappresentare l’acqua del tuo paradiso? … Il tuo gesto annega la volontà di vivere insieme e trasforma la nostra solitudine in esilio. Così la fede diventa pura follia, la nostra religione è sequestrata dalla violenza, tutto si confonde fino a non poter più separare la bellezza dalla bruttura, il bene dal male”.

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Jihadista italiano

images.jpegAllibito, anche se era già successo, prendo da Rainews: “Un italiano convertitosi all’islam e’ stato arrestato dalla polizia a Pesaro per addestramento ad attivita’ di terrorismo internazionale durante una vasta operazione coordinata da Dcpp/Ucigos che ha smantellato una rete di estremisti islamici attivi nella diffusione su internet di documentazione apologetica del terrorismo jihadista. Nei confronti del cittadino italiano convertito arrestato a Pesaro e’ stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla procura distrettuale di Cagliari. L’operaio arrestato questa mattina a Pesaro, nel quadro dell’operazione ‘Niriya’ contro il terrorismo jihadista, lavorava in una fabbrica di vernici e dopo essersi convertito all’Islam, aveva cambiato il suo nome in Abdul Wahid As Siquili. Il suo arresto si e’ reso necessario perche’ era sul punto di lasciare l’Italia per trasferirsi in Marocco, paese dal quale proviene la sua fidanzata.”