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8. Non s’era mai svegliato solo prima d’allora

Sei anni fa ho fatto una piccola trasmissione per Radio Spazio 103: cinque minuti sul tema del viaggio e della musica. Ripropongo qui quelle puntate: è un’occasione per me di riprenderle in mano e approfondire alcuni aspetti. Alla fine ci sono anche dei “compagni di viaggio”, cioè delle canzoni legate allo stesso argomento.

Riepiloghiamo velocemente il percorso che abbiamo compiuto: siamo partiti per un viaggio e abbiamo affrontato alcune tappe come il mare, il fiume e la strada e alcuni momenti come la notte, il sogno e l’alba. Ora è venuta la volta dei compagni di viaggio veri e propri. Nelle prossime puntate parleremo della famiglia, degli anziani, degli amici e degli amori, ma oggi ci dedichiamo forse al compagno di viaggio che conosciamo meglio di chiunque altro: noi stessi.

La canzone di oggi si intitola “Già ti guarda Alice”, dedicata alla neonata figlia di un cugino di Tiziano Ferro, ed è la traccia numero 10 dell’ultimo (penultimo, ndr) CD del cantante che prende il nome proprio dal ritornello di oggi: “Nessuno è solo”. Cito dalla canzone: “Nessuno è solo finché di notte anche lontano ha chi non dorme per pensare a lui…”. Nel libretto del CD c’è tuttavia scritto: “Nessuno è solo! Lo dico, lo provoco ma resterò incapace di capirlo, perennemente esposto al dubbio.” Certamente nel brano e nell’album non si dà un’accezione positiva della solitudine, ma sarebbe il caso di indagare brevemente su due tipi di solitudine.

Essere soli perché si sceglie di esserlo ha dei risvolti positivi: si può decidere di stare in solitudine per leggere meglio dentro di sé, magari prima di prendere una decisione importante (il famoso deserto interiore). Diventa un momento per vagliare tutte le strade e le prospettive che mi si propongono e cercare di valutare con attenzione le varie conseguenze senza essere influenzati da presenze che magari percepiamo in quel momento come invasive. Oppure si cerca la solitudine solo per rilassarsi un po’, staccare la spina dalle mille attività di ogni giorno: basta guardare quanto sia aumentato negli ultimi anni il turismo presso santuari, monasteri ed eremi. Oppure c’è il viaggio da soli come sfida verso se stessi, come mettersi alla prova. In tutte queste occasioni si è sì da soli, ma in realtà si è in compagnia di se stessi: si avverte cioè la compagnia di qualcuno con cui si ha voglia di stare. Forse sono gli altri a preoccuparsi perché dal di fuori ci vedono magari un po’ seri, come fa Vasco in “Da sola con te”: “Lo so che tu quando parli sei davvero tu, ma è che quando sei lì sola ho paura e… non mi sembri più sincera, non mi sembri te!”. Per prendere un po’ di coraggio consiglio, per chi ama il metal anche “I want out” degli Helloween: “Ci sono un milione di modi per vedere le cose nella vita, ci sono un milione di modi per essere folli, alla fine nessuno di noi ha ragione. A volte abbiamo bisogno di stare da soli”.

Dall’altra parte c’è invece la solitudine imposta, quella subita e non frutto di una scelta libera: in questo caso si avverte la mancanza dell’altro, che sia amico, marito o moglie, figlio o genitore, amante o conoscente non importa. Cantano i Pearl Jam in “Alone”: “Si sveglia e trema dal panico, non s’era mai svegliato solo prima d’allora. Aveva la sua donna da quanto potesse ricordare. Prova a dimenticare, ma non può”. Essere in compagnia di se stessi in questo caso viene vissuto come ingombrante, scomodo. Si ha la sensazione che tutto andrebbe meglio se l’altro fosse presente; il problema è che l’altro non c’è.

E’ struggente anche l’incontro casuale nel bar di un’area di servizio di un’autostrada tra un viaggiatore e la ragazza che serve al banco raccontato da Guccini in “Autogrill”. L’automobilista immagina per un attimo di prendere per mano la ragazza e proporle di fuggire la malinconia e la solitudine insieme a lui: “Ma nel gioco avrei dovuto dirle: “Senti, senti io ti vorrei parlare…”, poi prendendo la sua mano sopra al banco: “Non so come cominciare: non la vedi, non la tocchi oggi la malinconia? Non lasciamo che trabocchi: vieni, andiamo, andiamo via.””. Ma all’improvviso nel bar entra una coppia, l’incanto svanisce e la solitudine torna.

Concludo con una frase di Paolo Conte che ci ridona il sorriso: “Si nasce e si muore soli. Certo che in mezzo c’è un bel traffico.”

Compagni di viaggio:

  • Laura Pausini, La solitudine
  • Vasco Rossi, Siamo soli
  • Gianna Nannini, Treno bis
  • Litfiba, Dall’alba al tramonto
  • Pooh, Uomini soli
  • Tiromancino, Nessuna certezza
  • Natalie Imbruglia, Leave me alone
  • Pearl Jam, Alone
  • Elton John, Candle in the wind
  • Him, Killing loneliness
  • Paul Simon, The sound of silence
  • Green Day, Walking Alone
  • Bruce Springsteen, Thunder Road
  • Anastacia, You’ll never be alone