Pubblicato in: Etica, Storia, Testimoni

No, geometra Anzalone

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29 agosto 1991, a Palermo la mafia uccide Libero Grassi. Si è rifiutato di pagare il pizzo con questa lettera sul Giornale di Sicilia il 10 gennaio dello stesso anno: “… volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia. Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere… Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al “Geometra Anzalone” e diremo no a tutti quelli come lui”.

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Braccia tese sul buio

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Italo Bolano, Crocifissione, 1994, Marina di Campo (Isola d’Elba)

Il corpo è allungato, sospeso nell’oscurità, le braccia alte, tese. Il volto non ha espressione, non si colgono occhi, bocca, graffi, solitudine, sofferenza, eppure si intuiscono dai tono generali, molto cupi e indefiniti nelle forme. Si vede solo un’inclinazione netta della testa con i capelli che scendono a lato. Il costato invece mostra i graffi di sangue della fustigazione. Su tutto grava uno sfondo scuro e poco omogeneo, fatto di luci (poche) e ombre (molte), da cui la croce si stacca con un effetto simile al 3D. E’ netta la pennellata rossa sulla sommità della croce.