Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Filosofia e teologia, musica

10. Portando un po’ di paradiso quaggiù

Sei anni fa ho fatto una piccola trasmissione per Radio Spazio 103: cinque minuti sul tema del viaggio e della musica. Ripropongo qui quelle puntate: è un’occasione per me di riprenderle in mano e approfondire alcuni aspetti. Alla fine ci sono anche dei “compagni di viaggio”, cioè delle canzoni legate allo stesso argomento.

L’argomento della puntata di oggi è quello degli anziani e non è facile affrontarlo in quanto spesso le persone di una certa età non vogliono considerarsi o sentirsi chiamare anziane, tantomeno vecchie. E allora via con i giri di parole: appunto, persone di una certa età, coloro che hanno molti carnevali, persone dai capelli bianchi, età d’argento, terza o quarta età, ecc. ecc…

Va detto che la considerazione sociale odierna degli anziani non è il massimo; certo se ne fa un gran parlare, ma soprattutto in termini assistenzialistici, come di persone oggetto di servizi caritatevoli o sanitari, ma raramente come soggetto ancora attivo della società civile. Purtroppo è innegabile che il ruolo di saggi che fino a non molti anni fa i vecchi delle famiglie ricoprivano è andato scomparendo: non ci si rivolge più a loro per un consiglio, anzi spesso si sopporta con difficoltà il loro intervento o il loro parere. E va anche registrato il tutto come un disagio esistenziale di chi ha avuto sempre difficoltà a contare: quando i nostri vecchi erano più giovani contavano gli anziani di allora, ora che loro hanno raggiunto quell’età, non contano più.

Ma va anche detto che dal mondo del lavoro italiano viene spesso la protesta che gli incarichi dirigenziali, compresi quelli scientifici del mondo della ricerca, sono occupati da persone considerate anziane per tali ambiti di sviluppo.

Andrebbe poi fatta una distinzione tra anziani ancora completamente autosufficienti e anziani che hanno invece bisogno di assistenza, e da un punto di vista fisico e da un punto di vista psichico.

Bisogna inoltre considerare, e la canzone di oggi serve proprio a questo, quel tipo particolare di anziani che rientra nella categoria “nonni”. Innanzitutto va fatto un rimando al post precedente, in quanto il nonno è sicuramente stato genitore e spesso vive l’essere nonno come una genitorialità più libera: il nonno è, per antonomasia, colui che vizia i nipoti, anche se bisogna riconoscere che il nonno di oggi è diverso da quello di venti o trenta anni fa. Ho più di trent’anni e non ricordo di aver visto i miei nonni andare in palestra per tenersi in forma o truccarsi e mettersi la crema per cacciare o nascondere le rughe o fare footing per far star meglio il cuore. I miei nonni hanno sempre avuto problemi con la dentiera e spesso mi chiamavano perché non riuscivano ad abbassare il volume della tv. Ah sì, non ho ricordo dei miei bis-nonni. Le condizioni di un bimbo di oggi sono decisamente diverse. Non sto a discutere se siano meglio o peggio, ma sono sicuramente diverse. Resta il fatto che sovente il rapporto nipoti-nonni è uno di quelli emotivamente e affettivamente più coinvolgenti, e lo si nota, purtroppo, soprattutto quando uno dei nonni se ne va. “Nan’s song” canta appunto l’addio di un nipote alla nonna: “Dicevi che quando morivi avresti camminato con me ogni giorno. Io iniziai a piangere e a dire di non dire così”. Se è vero che può essere più sereno il distacco da una persona che ha vissuto comunque a lungo, il dolore è lo stesso forte: “Mi manca il tuo amore, mi mancano le tue carezze” e ciò a cui ci si aggrappa è il sentire quella persona vicina anche dopo la morte: “In silenzio, senza farmi paura, lei é vicina, portando un po’ di paradiso quaggiù… Ma ti sento vicina ogni giorno e riesco quasi a sentirti dire: “Sei venuto da molto lontano”. Ed ora tu vivi in paradiso ma so che lassù ti lasciano libertà di starmi vicino per prenderti cura di me.”

Compagni di viaggio:

  • Claudio Baglioni, I vecchi
  • Renato Zero, Spalle al muro
  • Pino Daniele, Cammina cammina
  • Francesco Guccini, Un vecchio e un bambino
  • Simon & Garfunkel, Voices of old people
  • Wings, Treat her gently
  • The farm, All together now
  • Jacques Brel, I vecchi
  • Echolyn, album “As the world”
  • Saga, Uncle Albert’s eyes
  • Beatles, When I’m sixtyfour
  • Cranberries, Never grow old