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La sfinge idolatra

In Egitto c’è chi, dopo aver distrutto le statue del Buddha di Bamiyan in Afghanistan, pensa che Piramidi e Sfinge vadano distrutte in quanto simbolo di idolatria… Ne scrive Asianews.

piramidi-e-sfinge-t6989.jpg“Gli operatori turistici egiziani temono una deriva islamista del Paese e attaccano l’imam salafita Murgan Salem al-Gohary che in un programma televisivo andato in onda su TV2 Channel ha proposto la distruzione delle Piramidi di Giza e dalla Sfinge perché simbolo di idolatria. Questa ennesima dichiarazione si aggiunge alle decine di minacce dei salafiti contro il patrimonio artistico egiziano e i luoghi di vacanze, che rappresentano uno dei principali settori di impiego per la popolazione. Ihab El-Badry, leader della Coalition To Support Tourism, ha depositato oggi una denuncia ufficiale al presidente Morsi, al Premier e al ministro del Turismo accusati di non fare nulla per controllare gli islamisti. “Anche se finora sono solo dichiarazioni – afferma – esse stanno devastando il nostro settore. Esse fanno il giro del mondo e questa per noi è solo pubblicità negativa. I turisti ora sono restii a viaggiare in Egitto, hanno paura”.

Conosciuto in tutto il Paese per le sue posizioni estremiste, Murgan Salem al-Gohary ha passato diversi anni in carcere durante il regime di Mubarak proprio per la sua attività vicina ai terroristi islamici. Intervistato dal programma di Tv2 Channel il leader salafita si è vantato di aver combattuto con i talebani in Afghanistan e di aver partecipato alla distruzione delle statue dei Buddah di Bamiyan, sottolineando che statue e beni archeologici dell’antico Egitto potrebbero fare la stessa fine. “Le piramidi e la Sfinge – ha affermato il leader salafita – sono degli idoli che offendono l’islam e vanno distrutte come i Buddah dell’Afghanistan. Dio ha ordinato al profeta Maometto di distruggere le statue degli idoli, ogni egiziano che si professa islamico deve fare lo stesso”. Trasmessa il giorno dopo la grande manifestazione pro-sharia organizzata dagli islamisti, l’intervista ad al-Gohary ha scatenato numerose polemiche nel Paese, che non si sono limitate agli operatori turistici, ma hanno reso più rovente il dibattito fra democratici e islamisti sull’inserimento della legge islamica nella nuova costituzione.

Sfruttando l’onda della primavera araba egiziana e il vuoto di potere creatosi dopo la caduta di Mubarak, il partito ultraconservatore salafita è riuscito a diventare la seconda forza più influente in parlamento dopo i Fratelli Musulmani. Secondo Ahmed Osman, autore televisivo, la maggior parte dei salafiti la pensa come al-Gohary e vorrebbe le statue o distrutte o coperte da teli per nascondere le parti che offendono l’islam. La controversa posizione dell’imam salafita e dei suoi seguaci è però contestata anche all’interno degli ambienti islamisti. Abdel Fattah Moro, vicepresidente del partito islamico tunisino Ennadha, sostiene che i salafiti sbagliano a leggere il Corano. Secondo il libro “il profeta ha distrutto gli idoli perché la gente li adorava, ma nessuno adora la sfinge e le piramidi”, quindi non vi è alcun motivo di distruggerle. Nonostante le rassicurazioni di Fratelli Musulmani e altri leader di partiti islamici sul tenere la religione lontano dalla politica, essa sta entrando progressivamente nella istituzioni e atti un tempo inconcepibili sono sempre più giustificati dalle autorità. Nel novembre 2011 il partito al-Nour ha coperto con dei veli le sirene della fontana di Zeus situata nel centro di Alessandria. Un altro esempio della progressiva islamizzazione della società egiziana è la recente scelta di 250 hostess della Egypt Air di indossare il velo islamico a bordo degli aerei, prendendo esempio dai vicini Paesi del Golfo: Qatar, Emirati arabi, Arabia Saudita. Fondata nel 1932 la compagnia di bandiera egiziana non ha mai applicato l’obbligo islamico del velo, che durante il regime di Mubarak era una sorta di tabù.”