Gemma n° 3030

“C’è chi guarda un peluche e ci vede solo un pupazzo. Poi ci sono io, che guardo Tica e ci vedo tutta la mia vita. L’orso polare è da sempre il mio animale preferito, ma Tica non è un orso qualunque: ce l’ho da quando ero piccolissima, ed è diventata subito il mio rifugio. È cresciuta con me, in silenzio. C’era quando le giornate sembravano troppo grandi da affrontare, c’era nelle sere in cui mi serviva solo abbracciare qualcosa di morbido per sentirmi al sicuro, e c’era in ogni momento felice, pronta ad ascoltarmi senza dire una parola. Quante serate ho passato insieme a lei quando ero triste. Nelle notti più buie o quando qualcosa non andava, mi bastava stringerla forte per sentire quel calore rassicurante che mi faceva passare la solitudine. E quante chiacchierate ci siamo fatte: le raccontavo i miei segreti, i sogni, i piccoli e grandi problemi di quando stavo crescendo, sapendo che lei era lì pronta ad ascoltarmi senza giudicarmi mai. Oggi la guardo, con i suoi occhietti neri e quel cuoricino di legno al collo che porta il suo nome, e capisco che Tica non ha semplicemente custodito i miei abbracci: ha tenuto al sicuro la parte più vera e sincera di me. Quando il mondo fuori cambia velocemente e io cresco, stringere Tica è come tornare a casa: mi ricorda chi sono, da dove vengo e la bambina che vive ancora dentro di me.
Tica non è un ricordo del passato, è un pezzo del mio presente e di chi sarò sempre”.
(S. classe terza).

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