Pubblicato in: arte e fotografia, Bibbia e Spiritualità, Filosofia e teologia

Il Cristo dei vinti


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Crocifissione, Guttuso, 1941, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma

Un cielo cupo, sullo sfondo un paese dalle tipiche forme cubiste le tre croci a tau con Cristo e i ladroni poste di sbieco. Il volto di Cristo, al centro, non è delineato, ma è nascosto da un braccio della croce di un ladrone dalla pelle molto rossa. Le mani dei tre uomini sono chiuse a pugno. Tutto intorno è un affollarsi di figure, come quella femminile nuda, interpretata ora come la Madonna ora come la Maddalena, o il soldato con l’asta e la spugna d’aceto in una mano e dei sassi nell’altra. L’opera fece scandalo per la crudezza con cui il tema sacro era stato interpretato.”La nudità dei personaggi non voleva avere intenzione di scandalo. Era così perché non riuscivo a vederli, a fissarli in un tempo: né antichi né moderni, un conflitto di tutta una storia che arrivava fino a noi. Mi pareva banale vestirli come ogni tentativo di recitare Shakespeare in frac, frutto di una visione decadente. Ma, d’altra parte, non volevo soldati vestiti da romani: doveva essere un quadro non un melodramma. Li dipinsi nudi per sottrarli a una collocazione temporale: questa, mi veniva da dire, è una tragedia di oggi, il giusto perseguitato è cosa che soprattutto oggi ci riguarda. Nel fondo del quadro c’è il paesaggio di una città bombardata: il cataclisma che seguì la morte di Cristo era trasposto in città distrutta dalle bombe”. Le figure, i colori aspri, la tensione dei gesti delle figure, che esprimono la denuncia dei soprusi e della violenza esercitati sull’uomo, provocano nello spettatore un forte coinvolgimento emotivo. Lo stesso artista scrisse: “Questo è tempo di guerra e di massacri: Abissinia, gas, forche, decapitazioni… voglio dipingere questo supplizio del Cristo come una scena d’oggi. (…) Cristo… come simbolo di tutti coloro che subiscono oltraggio, carcere, supplizio per le loro idee”.

– Il colore: i colori, molto intensi e aspri, appaiono violenti e innaturali.

– Il chiaroscuro: i passaggi chiaroscurali sono netti e taglienti.

– Il volume: forme e volumi sembrano ricondotti a solidi geometrici, appuntiti e spigolosi.

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