Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Filosofia e teologia, opinioni, Testimoni

Nell’intimo

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Scrivo? Non scrivo? In questi casi, quando tutti scrivono sul medesimo fatto, di solito taccio, aspetto, e poi butto giù i miei pensieri. E’ che ho letto poche parole in linea con quello che sento dentro. Ho letto parole osannanti da parte di chi non ha mai letto le sue. Ho visto persone tirarlo dalla loro parte come fosse una figurina Panini da inserire nel proprio album. Di lui mi restano , tra gli altri, due ricordi intimi, da non sbandierare ma da sussurrare. Non un ricordo diretto, ma per mezzo dei suoi scritti che mai mi hanno lasciato indifferente, e che mi hanno sempre posto davanti agli interrogativi ultimi:

“Io credo che molti cristiani rimangano al grado iniziale di una certa simpatia umana verso Gesù, senza approfondire la domanda fondamentale che lui pone all’uomo: «Credi in me?»” (Qualcosa in cui credere).

“Gli (a Gesù) domanderei se mi ama, nonostante io sia così debole e abbia commesso tanti errori; io so che mi ama, eppure mi piacerebbe sentirlo ancora una volta da lui. Inoltre gli chiederei se in punto di morte mi verrà a prendere, se mi accoglierà. In quei momenti difficili, nel distacco o in punto di morte, lo pregherei di inviarmi angeli, santi o amici che mi tengano la mano e mi aiutino a superare la mia paura” (Conversazioni notturne a Gerusalemme).