Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Filosofia e teologia, musica

Sono Giuda


Scaccia. Gesù e Giuda.jpg

Non c’è niente da fare. Il giovedì santo spesso e volentieri penso a Giuda. Canta Venditti:

“Signore sono Giuda, il tuo vecchio amico, parlo dall’inferno non dal paradiso. Scusa se disturbo, se ti cerco ancora, io ti sto…io ti sto aspettando. Oggi come allora ero solo un uomo, ora un uomo solo. E mi grido dentro tutto il mio dolore, l’ho pagata cara la mia presunzione, io volevo solo, io volevo solo essere il migliore. Ora sono qui, ultimo tra gli uomini, a portare ancora tutte le spine della tua corona. Perdonando me liberi anche te dalla solitudine, scusa se ti cerco, se ti invoco ancora, io ti sto aspettando oggi come allora. Ora devo andare nel buco nero spaziotemporale, nella certezza della dannazione, nel buio freddo dell’umiliazione. Che sarà di me? Che sarà di te? Dimmi mio Signore, dimmi mio Signore: l’ho pagata cara la mia presunzione. Io volevo solo essere il migliore, io volevo solo essere il migliore”.


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