Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Filosofia e teologia, Letteratura, musica

7. L’alba dentro l’imbrunire


Sei anni fa ho fatto una piccola trasmissione per Radio Spazio 103: cinque minuti sul tema del viaggio e della musica. Ripropongo qui quelle puntate: è un’occasione per me di riprenderle in mano e approfondire alcuni aspetti. Alla fine ci sono anche dei “compagni di viaggio”, cioè delle canzoni legate allo stesso argomento.

Dopo due puntate dedicate alla notte e al sogno è arrivato il momento della sveglia e per farlo ho scelto il successo degli Zero Assoluto, una canzone dal testo molto semplice (sinceramente un po’ povero). Oggi parliamo dell’aurora, dell’alba, del mattino, insomma, delle prime luci del giorno. Tutto ha inizia da quel primo disperdersi delle tenebre che precede il sorgere del sole: la luce lentamente si fa largo e comincia a ridare forma alle cose. Per ora il colore ancora non c’è, o meglio tutto è un azzurro vicino al grigio: non è ancora il momento delle sfumature. Cantava Modugno di un uomo in frac: “E’ giunta ormai l’aurora, si spengono i fanali, si sveglia a poco a poco tutta quanta la città; la luna s’è incantata, sorpresa ed impallidita, pian piano scolorandosi nel cielo sparirà; sbadiglia una finestra sul fiume silenzioso e nella luce bianca galleggiando se ne van un cilindro un fiore e un frac.”

Poi, quasi all’improvviso, i primi raggi del sole iniziano a fare capolino e il giorno prende vita, la rugiada brilla sull’erba poco prima di evaporare e anche i rumori cambiano rispetto alla notte.

Ora, mentre parlo, mi rendo conto che ci sono due verbi che dominano nel mio discorso: iniziare e incominciare, e non penso sia casuale. Ogni alba è un inizio; pensiamo anche a delle cose banali. Quando vogliamo dare il via a una cosa, magari a un cambiamento, solitamente prendiamo come riferimento l’inizio del giorno successivo: “da domani smetto di fumare” o “da domani, dieta!”.

L’alba è la speranza quando le cose vanno male: dice Gibran “Nel cuore di ogni inverno c’è una primavera palpitante e dietro la nera cortina della notte si nasconde il sorriso di un’alba.” Ecco, vorrei approfittare di questa frase per rivolgere il pensiero a chi non sta passando un’estate propriamente di svago, e sta lottando proprio per cercare di ridare sollievo e speranza alla propria vita, a chi sta cercando di trovare l’alba nel mezzo della notte che sta vivendo. Franco Battiato in “Prospettiva Nevski” canta “e il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”. Voglio riportare un brano di un autore che ho già citato nelle puntate di “Lo credevano nella carovana”: Diego Cugia.

“Non esistono difese alla vita e alla morte, sono palle! La vita e la morte fanno di noi quello che vogliono. L’unica carta che possiamo giocare è stabilire che cosa noi vogliamo dalla vita e dalla morte e questo io l’ho già scelto da bambino: tutta la luce e tutto il buio che io potessi sopportare, e allora devi accogliere e devi reggere, accogliere e reggere, solo questo puoi fare. E la felicità e il dolore ti porteranno su e giù come gli oceani le navi. E il dolore ti insegnerà ogni volta a contenere ancora più oceano e il tuo pianto non lo tratterrà, lo restituirà fino a che sarai parte di un unico respiro e imparerai a raccordarti col fiato lungo delle maree. E’ qui che credi di morire, mentre è qui, se sei riuscito a reggere tutte le bordate senza colare a picco, che comincia la vera vita. Perché resistere alla morte non serve a nulla, a niente servono i lifting, le bugie, i colpi di testa, i viaggi del miracolo, a niente serve resistere se non impari anche ad assecondare. E come si impara questo? non lo so, accogliendo il dolore degli altri, per me è così. La mia bussola siete solo voi. Chi soffre più di me, e c’è sempre purtroppo, lui è il mio medico, gli altri. Tutto quello che ho, e non è poco, l’ho sempre ricavato per sottrazione, guardando chi aveva molto di meno. Solo questo è l’amore che torna, l’amore che dai.”

Concludo citando l’alba per eccellenza per una persona cristiana, l’alba su cui si fonda la speranza di ogni sofferenza: la mattina della resurrezione. E’ l’uscita da quella lunga notte che inizia nel Getsemani e si protrae fino all’annuncio evangelico: consiglio, a chi non l’abbia mai letto, il brano “la notte del Signore” di David Maria Turoldo. Nelle ultime parole il sacerdote, pur ammettendo la fede nella resurrezione, sottolinea la profonda solitudine dell’uomo, anche di Gesù, davanti alla morte, davanti alla notte: “Sappiamo, sappiamo che fosti «esaudito per la tua pietà»: Resurrezione, non altro è la risposta. Ma Tu non sapevi! Come noi non sappiamo. E compatta ancora sale sul mondo la Notte.” Non è un caso che l’inno della Gmg romana si apriva con le parole “Dall’orizzonte una grande luce viaggia nella storia, e lungo gli anni ha vinto il buio facendosi memoria, e illuminando la nostra vita, chiaro ci rivela che non si vive se non si cerca la verità”.

Compagni di viaggio:

  • Piero Pelù, Buongiorno mattina
  • Vasco, Albachiara
  • Le Orme, L’aurora
  • Litfiba, Spirito
  • Raf, E’ quasi l’alba
  • Franco Battiato, Impressioni di settembre
  • Giorgia, Alba
  • Delta V, L’alba ogni mattina
  • Eros Ramazzotti, L’Aurora
  • Maroon 5, Sunday morning
  • Sugar Ray, Every morning
  • Placebo, Pure morning
  • Lee Ryan, In the morning
  • Jarabe de Palo, Bonito
  • Oasis, Morning Glory

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