Pubblicato in: Gemme, Società

Gemma n° 1875


“Ho pensato molto a cosa portare come gemma, e, mentre all’inizio pensavo a qualcosa di particolare, un evento particolare, un oggetto, una persona, alla fine ho deciso di portare un insieme di cose, ovvero l’intero anno 2021, che è da poco giunto al suo termine. Il 2021 è stato un anno molto particolare per me, penso sia stato il più difficile da superare dato che mi ha posto parecchi ostacoli davanti, per prima cosa la separazione dei miei genitori. In realtà in questi ultimi anni già li vedevo discutere e litigare ma subito dopo si riappacificavano abbastanza facilmente; al contrario durante i primi mesi dello scorso anno, fino a giugno quando si sono ufficialmente separati, i litigi erano sempre più frequenti e non era per niente piacevole sentirli discutere a toni alti quasi tutte le sere. Per fortuna io e mia sorella siamo sempre state unite e in questa situazione ci siamo date forza a vicenda per superare quei momenti. Durante l’estate ho avuto modo di abituarmi alla loro separazione e le cose sembravano andare per il meglio; tuttavia il loro rapporto è rimasto ed è ancora abbastanza conflittuale per vari motivi, cosa che personalmente non mi fa stare bene dato che a volte tendono a scaricare la loro rabbia e i loro problemi sia su me che su mia sorella. So che non lo fanno di proposito e che vogliono soltanto farci sapere come stanno le cose tra di loro, però non è semplice starli a sentire dopo tutti i momenti felici che abbiamo passato come famiglia. Oltre a questo, ho riscontrato parecchi dubbi su me stessa e il mio futuro, mi è capitato spesso infatti di non avere fiducia nelle mie capacità, di sentirmi persa e di avere timore per quello che sarà il mio futuro. Durante il primo periodo scolastico da settembre a novembre avevo poca voglia di studiare e impegnarmi, mi sentivo senza motivazione, come se stessi andando avanti senza una meta precisa. Fortunatamente a dicembre, iniziate le vacanze natalizie, ho avuto modo di riposarmi e rimettermi “sulla carreggiata”, senza dover pensare a voti e verifiche. Aspettavo il nuovo anno con speranza,  e adesso mi piace interpretarlo come una sorta di nuovo inizio verso serenità, crescita personale e nuove esperienze positive”.

Sono lì, seduto dietro il banco che negli ultimi due anni ha sostituito la cattedra, ad ascoltare gemme come queste (e la prossima). E l’istinto sarebbe semplicemente quello di alzarmi e abbracciare queste ragazze e questi ragazzi che condividono le loro vite in classe. Un abbraccio silenzioso che non aggiunga parole alle loro, ma che sia semplicemente porto sicuro in cui far approdare quei vissuti. Ma la pandemia non lo consente, le convenzioni non lo consigliano. Però lo posso dire a G. (classe quinta): Ti abbraccio e mi piacerebbe poter prendere un po’ di quel dolore e sollevartelo dal cuore. E ti stimo, ti ammiro e ti incoraggio per il modo in cui hai iniziato il nuovo anno.

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