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Festa del Dashain

Prendo da Asianews

Kathmandu (AsiaNews) – Gli animalisti nepalesi condannano il sacrificio di migliaia di animali in occasione della festa indù del Dashain. In questi giorni l’Animal Welfare Network Nepal, ha accusato le autorità indù di mal interpretare il significato della festa, invitandole a sostituire buoi, capre, pecore e uccelli con zucche e ortaggi. Il Dashain è la più importante festa del calendario indù nepalese e commemora la grande vittoria degli dei sui demoni malvagi nella battaglia detta di Ramayan, vinta dal signore Ram grazie all’intervento della dea Durga. Essa viene spesso raffigurata mentre uccide il terribile demone Mahisasur, che terrorizzava la terra sotto le spoglie di un bufalo. Secondo la tradizione, durante i 15 giorni del Dashain ogni tempio sacrifica centinaia di animali per rendere omaggio alla dea, ma anche per evitarne l’ira distruttiva. Il sangue di bufali, buoi, pecore, capre, uccelli viene fatto colare lungo le scalinate degli edifici religiosi. I sacrifici durano per tutto il periodo della festa, tanto da trasformare il selciato intorno ai templi in enormi pozze di sangue.

Gli attivisti hanno criticato anche l’inutile spreco di soldi pubblici a sostegno della manifestazione. Secondo i media il principale tempio della capitale ha ucciso più di duecento animali in soli due giorni. Il tutto a spese dello Stato. Per rispondere alle critiche degli animalisti e scoraggiare il macabro rito, il governo ha dimezzato i fondi destinati ai sacrifici, riducendo il budget dei templi da 15mila a 8mila euro. Narayankaji Shrestha, vice Primo ministro e portavoce del governo sottolinea che la manovra fa parte delle misure di austerità varate per combattere la crisi economica. “Stiamo tentando di trasformare il Nepal in uno Stato laico – afferma – in futuro non sosterremo più questo tipo di cerimonie”.

Tuttavia in molti accusano il governo maoista, da sempre sostenitore della laicità dello Stato, di favorire la religione indù rispetto alle altre fedi religiose. Un esempio è la discussa legge anti-conversione, a tutt’oggi sotto esame. Essa prevede il carcere e multe per chi fa proselitismo, vieta le cerimonie pubbliche di religione diverse dall’induismo e limita la costruzione degli edifici religiosi. Ieri, il presidente, il vice-presidente e il Primo ministro maoista Bhattarai si sono recati al tempio di Fulpati (Kathmandu) per assistere alla grande cerimonia del settimo giorno del Dashain.

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Fermento

In questi giorni a scuola c’è un po’ di fermento, ed è un fermento che mi piace. Pare, infatti, che quest’anno ci siano diversi studenti interessati a candidarsi come rappresentanti di Istituto, o comunque interessati a vivere da protagonisti attivi la scuola. Mi è venuta in mente la canzone “Lo scrutatore non votante” di Samuele Bersani. Il primo verso recita:

“Lo scrutatore non votante è indifferente alla politica
ci tiene assai a dire oissa ma poi non scende dalla macchina
è come un ateo praticante seduto in chiesa la domenica
si mette apposta un po’ in disparte per dissentire dalla predica.”

Riassume l’atteggiamento di molte persone davanti alla politica, ma non solo: davanti alla società, o meglio, al sociale, al volontariato, agli impegni, persino allo sport. E’ la posizione di chi ha ben presente i problemi e a volte anche le soluzioni, ma piuttosto che mettere le mani in pasta preferisce mantenere quel tanto di distacco sufficiente a non lasciarsi coinvolgere del tutto. Per restare in ambito politico è un po’ come una forza che preferisce stare sempre all’opposizione a criticare o magari proporre soluzioni belle ma anche irrealizzabili. Ideali e parole sembrano non avere un legame diretto con la vita concreta: “prepara un viaggio ma non parte, pulisce casa ma non ospita”. Ecco allora che vedo di buon occhio questo lavorio, questo brulicare di idee e desiderio di mettere le mani in pasta, con la speranza che, anche se non eletti, lo spirito resti quello della collaborazione fattiva e non della critica fine a se stessa. La canzone prosegue dicendo

“Lo scrutatore non votante
è sempre stato un uomo fragile
poteva essere farfalla ed è rimasto una crisalide”.

L’augurio è quello di vedere un bel po’ di farfalle…