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Ciao SuperSic

Stamattina sono entrato in classe e in un angolo della lavagna c’era scritto “Ciao SuperSic”, un cuoricino e la firma. Ieri e oggi molti gli hanno dedicato un pensiero su face book o altri social network. Jovanotti ha scritto “Inizia una nuova settimana ragazzi. Si295733_10150359224859322_45633819321_7757627_763302370_n.jpg riparte, è quello che bisogna fare, è quello che va fatto, è il modo per onorare chi lo ha fatto sempre, con il ritmo nel cuore, con la luce negli occhi. Io ho una strana convinzione, credo che un sorriso vero, la cosa più volatile in natura, sia in realtà una porta che si apre verso l’infinito, verso l’aldilà, il prima, il dopo, il sempre. Ieri mia moglie ha ritrovato questa foto con il Sic e con Vale fatta in un giorno di qualche anno fa in giro in moto per il nostro appennino. Sono insieme a due grandi campioni che quella mattina erano due “pischelli” su due enduro a divertirsi come sempre, a sfidarsi, a ridere, a toccare il limite. L’ho guardata per tutto il giorno e stamattina l’ho riguardata di nuovo, come prima cosa della giornata, e quel sorriso del Sic al centro mi ha scaldato il cuore, mi ha dato una spinta, ho risentito la sua voce da “pataca” che mi ha detto di alzarmi, di continuare a girare, di migliorare i tempi, di divertirmi più che posso, di impegnarmi più che posso, di vivere più che posso.”

Ho provato a chiedermi il perché di tutto questo attaccamento. Alcuni su fb si sono lamentati “ank io son dispiaciuta ke un ragazzo di 24 anni sia morto, ma mi vien da ridere e allo stesso tempo mi fa schifo ke qui su fb kiunque scriva qlcs su di lui solo xk è appena morto, mentre qnd era vivo non seguivano la moto gp nè tanto meno erano suoi fan”. Personalmente seguo da anni il motociclismo, soprattutto da quando la Formula 1 ha cominciato ad annoiarmi. E Simoncelli lo ascoltavo spesso quando trasmetteva su Virgin Radio all’interno del programma di Ringo. Quando ho sentito la notizia alla radio mentre mi facevo la barba ho subito acceso la tv e il mio cuore ha battuto forte. Mia moglie non segue motociclismo, ne capisce veramente poco, ma quel cappellone che parlava romagnolo se lo ricordava bene. Ieri sera mi ha detto: “non riesco a togliermi dalla testa Simoncelli”. Penso che scrivere su fb, su twitter, su una lavagna a scuola, un pensiero, una frase, postare un’immagine, sia un po’ cercare di rendere oggettivo quel pensiero, quel dispiacere, portarlo fuori, cercare di condividerlo con qualcuno perché ti dà fastidio tenerlo soltanto dentro. In molti probabilmente hanno percepito Simoncelli come qualcuno di vicino, di semplice, di normale e quando è arrivata la notizia si sono sentiti mancare qualcosa. Per me è stato così, qualcosa di simile a quando la sera di san Valentino del 2004 ho saputo della morte di Marco Pantani. Ho sentito che veniva meno qualcosa… Just breathe